“Karma Police

I’ve given all I can

it’s not enough…”

(Karma Police, Radiohead, 1997)

La domanda è sempre la stessa ed è in cerca una risposta da migliaia di anni: perchè la vita è una contraddizione unica che premia chi mette in atto comportamenti poco etici, mentre chi vive  con onestà, rispetto del prossimo, generosità ed empatia viene flagellato con sofferenze e difficoltà inaudite?

Perchè non ci sono mai fornite spiegazioni che plachino l’animo?

E ancora: perchè muoiono ancora giovani persone meravigliose, mentre altre appestano con la propria esistenza le vite altrui e la società fino all’età di Giobbe (morto a 140 anni)?

La risposta c’è eccome.

Il karma perbacco!

Contenti?

Proprio no!

Anzi monta (e non poco) un senso di ribellione, rabbia e frustrazione di fronte a questa legge totalmente incomprensibile nella propria (apparente) ingiustizia di  fondo.

LA LEGGE DEL KARMA

Oggi la parola karma ha assunto un significato negativo. Quando accade qualcosa di spiacevole, oppure una disgrazia si commenta (sia in Oriente, ma anche in Occidente) : “è un karma da pagare”, “è tutta colpa  del karma…” (inteso come destino).

Il karma non c’entra niente con il destino (che è un concetto statico).

Il karma è invece un concetto diametralmente opposto al destino.

Il karma è dinamico, in quanto influenzato direttamente dalle nostre azioni (anche nella vita presente). Muta in continuazione. Considerare il karma  in senso solamente negativo non solo è scorretto, ma ne altera anche il vero e più profondo significato. (Pandit Rajmani Tigunait, Karma e Reincarnazione, Laris, 2008).

Il karma non è solo negativo. Può essere sia positivo che negativo e la propria natura può essere spiegata con un detto caro ai nostri vecchi ed alla loro inossidabile saggezza popolare: “si raccoglie ciò che si semina”.

Tutte le culture, sia orientali che occidentali, trovano un terreno comune nel trovare l’esistenza di un nesso tra buone azioni e buoni risultati, tra cattive azioni e cattivi risultati.

MA COME FUNZIONA IL KARMA?

Qualsiasi azione di compia sia a livello fisico, sia mediante pensieri o parole crea un’impressione nel nostro inconscio. La ripetizione della stessa azione le impressioni acquistano forza e creano una corrente (come quella dei fiumi e dei mari) che ci spinge a comportarci in un certo modo.

Nello specifico:

Le nostre azioni generano le impressioni sottili (samskara) che a loro volta dall’inconscio generano nuove azioni.

Un circolo vizioso in buona sostanza, che una volta assunto il pieno regime diventa difficilissimo da rompere.

La legge del karma non è altro che questa sequenza di azioni che creano impressioni che a loro volta ci inducono ad agire”. (Pandit Rajmani Tigunait, op.cit).

L’origine di questo processo (a livello di collocazione temporale) è impossibile da determinare (non è poi importante ci dicono i maestri), ma quello che conta è come poter fare per liberarci da questa afflizione.

CREARE KARMA POSITIVI.

La battaglia contro il karma è quindi persa in partenza?

Proprio no.

E’ possibile (anche se la via non è certo in discesa, ma quale lo è a parte l’abbandono delle armi?) utilizzare la forza di volontà per prendere una decisione e agire di conseguenza, anche se i karma secondari che abbiamo immagazzinato in passato (collocati nell’inconscio) influenzano l’azione presente. Il compito di creare dei karma potenziali appartiene solo a noi. La scelta di compiere azioni sattviche (ossia virtuose) comporterà uno sforzo che non sarà privo di frutti, purificando la mente e rendendo minima la confusione.

La legge del karma (seppur complessissima e articolata, talvolta molto difficile da comprendere per noi occidentali) ha una sua minimale chiarezza a livello di metodo applicativo: il destino è la conseguenza immediata e diretta delle nostre azioni e non esistono eventi che non siano il prodotto di ciò che noi provochiamo.

Le azioni prodotte in passato presentano il conto sotto forma di destino attuale e il risultato delle azioni compiute nel presente germoglieranno come i semi del destino futuro.

Anche se abbiamo una mente confusa, dobbiamo fare lo sforzo di compiere delle azioni che ci permettano di vivere meglio, senza mai dimenticarci che come essere umani possediamo una certa libertà di scelta” . (Pandit Rajmani Tigunait, op cit.).

TRE CONSIGLI DELLO YOGA PER BRUCIARE I KARMA NEGATIVI:

1) coltiva una mente concentrata (varia è la scelta di tecniche adatte allo scopo);

2) mantieni il controllo dei sensi (qui è dura, perseverare è la parola d’ordine);

3) consolida la forza di volontà e la determinazione (qui le certe asanas aiutano non poco).