Lo woga è lo yoga in acqua e nasce negli anni Ottanta in California dall’esperienza e dagli studi del terapista americano Harold Dull, già inventore del Watsu (lo shiatsu in acqua).

COME SI ESEGUE

Le asanas dello yoga vengono eseguite con i piedi appoggiati al fondo della piscina, anche se vi sono asanas che vengono eseguite in galleggiamento o immersione (con il boccaglio, ma personalmente sono contrario alle posizioni in completa immersione).

La temperatura dell’acqua dovrebbe aggirarsi intorno ai 30°.

La durata della lezione varia dai 35 ai 40 minuti.

La possono praticare in sicurezza anche le donne incinte.

Lo Woga è strutturato su tre tipi di pratica:

  1. le asanas (esercizi fisici di natura statica o moderatamente dinamica) corroborano tutto il fisico aumentando l’elasticità e la forza di tutto l’apparato muscolare. Vanno eseguite con totale presenza mentale;
  2. gli esercizi di respiro (pranayama) che portano l’attenzione sull’attività respiratoria, migliorandola con l’immediata conseguenza di incrementare il nutrimento di ossigeno e la possibilità di azione sugli stati emotivi;
  3. esercizi di concentrazione e rilassamento che hanno lo scopo di ridurre lo stress e di stimolare la risposta al rilassamento. Non si deve dimenticare che il respiro è direttamente legato alla psiche.

LE ORIGINI NEL MITO

La leggenda racconta che Shiva stesse insegnando, in riva al mare, ad una svogliata dea Parvati (che ne era anche la moglie) le tecniche dello yoga. Un pesce invece appariva molto interessato ed osservava incuriosito gli esercizi eseguiti con grande maestria e attenzione da Shiva, il quale resosi conto del pesce e del suo interesse per lo yoga, lo spruzzò d’acqua facendogli assumere immediatamente le sembianze divine.

Da lì il nome Matsyendra, il Signore dei Pesci (matsya “pesce”, Indra “signore).

I BENEFICI

I benefici di praticare lo yoga in acqua sono molteplici:

  1. l’acqua annulla completamente o quasi il carico articolare, facilitando i movimenti;
  2. l’acqua permette di mantenere più a lungo il timing (la durata) delle asanas (le posizioni dello yoga), facilitando così il mantenimento della concentrazione sul pranayama (le tecniche di respiro che formano parte integrante dello yoga);
  3. rilassa enormemente corpo e mente, combattendo l’ansia e favorendo il riposo notturno;
  4. woga allontana la paura dell’acqua;
  5. allenta e rilassa i blocchi muscolari e articolari;
  6. per le donne produce risultati eccellenti combattendo sia la ritenzione idrica che la cellulite (perchè migliora la circolazione);
  7. è un prezioso alleato per la tonificazione (perchè l’attrito che si forma in presenza dell’acqua permette alla muscolatura di rassodarsi a partire dall’addome, dai glutei e dalla braccia);
  8. allevia i problemi articolari alla schiena, agevolando tutti i movimenti.

LA FORZA RIGENERATRICE DELL’ACQUA

L’acqua è portatrice sin dall’antichità di vibrazioni sottili che determinano una sorta di “purificazione” dovuta alla destrutturazione degli schemi del corpo e della psiche, (la c.d. pratica medievale del “bagnomaria” in cui  i “pazzi del villaggio” venivano tenuti in acqua per qualche giorno, senza uscire nemmeno per consumare i pasti che assumevano in acqua a 37°-40°).

L’acqua scioglie tutte le nostre tensioni dopo averle accolte, trasformandole in vibrazioni sottili e sommata alla pratica dello yoga diventa davvero una forma potente di rilassamento psico-fisico.

A COSA FARE ATTENZIONE

Negli ultimi anni c’è stato un vero boom riguardo il trasferimento di tecniche terresti in ambiente acquatico.

L’idroterapia e le attività in acqua conoscono una rivalutazione che si basa soprattutto su dati di carattere scientifico. La pressione dell’acqua, assieme, ad una temperatura dell’acqua superiore a 32°, favoriscono la diminuzione della tensione muscolare di base.

Oltretutto la pressione già di per sè costituisce un massaggio uniforme su tutto l’involucro del corpo, coinvolgendo sia l’epidermide che i ricettori.

L’acqua fredda invece (mare, torrenti, piscina) ha un effetto antiflogistico: decongestiona e disinfiamma.

Nell’attività in acqua con persone anziane, bisogna avere riguardo al fatto che con l’avanzare dell’età l’irrorazione della pelle diminuisce, per cui è consigliabile nel quadro della programmazione della lezione di woga, di inserire dei segmenti maggiormente dinamici (quelli ad esempio legati alla pratica dell’Hatha Yoga).

LE ASANAS

Posizioni in verticale:

Guerriero, angelo, fenicottero, albero, arco in piedi, allungamento del piriforme, allungamento della catena trasversale, allungamento degli ischio crurali in coppia.

Posizioni di galleggiamento: shavasana, arco in acqua, loto, stella marina.