I mudra (intesi come gesti o atteggiamenti psichici, emotivi e devozionali) sono il flusso di energia capace di collegare la forza pranica individuale con la forza cosmica o universale, che hanno il potere di risvegliare il prana, i chakra e la kundalini.

I mudra nascono dalla combinazione di movimenti fisici sottili che incidono sugli stati d’animo e rendono più profonda sia la consapevolezza che la concentrazione.

Nel Kularnaya Tantra (una raccolta di tradizioni tantriche basata su circa 2060 versi) i mudra sono riportati alla radice mud che significa “delizia” o “piacere” e dravay che significa “causare” o “provocare”.

Il mudra può presentarsi esteriormente in due modi:

  1. può essere una combinazione di asana, pranayama, bandha e tecniche di visualizzazione;
  2. o può limitarsi ad una semplice posizione della mano.

La pratica dei mudra è stata tramandata dalle origini ai giorni nostri in maniera volutamente non troppo dettagliata, in quanto queste tecniche non dovevano essere apprese dai libri, ma direttamente da un guru.

Mudra e prana.

La pratica dei mudra crea un collegamento diretto tra annamaya kosha (il corpo fisico) manomaya kosha (il corpo mentale) e il pranayama kosha (il corpo pranico). Il praticante dopo aver sperimentato la consapevolezza del flusso del prana nel corpo, attraverso i mudra può dirigere l’energia sottile verso i chakra superiori, raggiungendo stati superiori di coscienza. L’esempio che viene fornito da un maestro come Swami Satyananda Saraswati è quello di vedere la direzione del prana effettuata dai mudra come la luce che viene deviata dallo specchio quando si trova sulla stessa direzione.

Mudra e inconscio.

I mudra sono un mezzo per accedere e influenzare i modelli inconsci e i modelli di comportamento istintivi che hanno origine nelle aree primitive del cervello attorno al peduncolo cerebrale stabilendo una connessione sottile con queste aree e con effetti differenti su corpo, mente e prana.

Mudra e Yoga.

Sono cinque i gruppi di mudra dello yoga.

1. HASTA (mudra delle mani).

Sono mudra meditativi che ricanalizzano il prana emesso dalle mani all’interno del corpo. I mudra che uniscono pollice e indice coinvolgono la corteccia cerebrale motoria ad un livello molto sottile

2. MANA (mudra della testa)

Questi mudra formano parte integrante del kundalini yoga e possono considerarsi tecniche meditative a pieno titolo. Utilizzano gli occhi, le orecchie, il naso, la lingua e le labbra.

3. KAYA (mudra posturali)

Questi mudra utilizzano  posizioni fisiche unite al respiro ed alla concentrazione.

4. BANDHA (mudra di chiusura)

Questi pratiche combinano mudra e bandha caricando di prana il sistema con l’obiettivo del risveglio della kundalini.

5. ADHARA (mudra perineali)

Queste tecniche ricanalizzano il prana dai centri inferiori verso il cervello. Questi mudra riguardano la sublimazione dell’energia sessuale.

Tutti questi cinque gruppi vanno ad interessare aree essenziali della corteccia cerebrale.

Nella letteratura tantrica si afferma che quando la dissipazione del prana viene a cessare per effetto della pratica dei mudra, la mente diventa introversa, inducendo lo stato di pratyahara (ritiro dei sensi) e dharana (concentrazione).