E’ veramente una bella sfida quella di portare nella vita quotidiana gli insegnamenti che ci vengono dalla pratica yoga. Tutti ad un certo punto della vita (soprattutto di questi tempi) abbiamo dovuto affrontare (o stiamo affrontando) una situazione impegnativa dal punto di vista personale o professionale.

Non tutti reagiamo allo stesso modo. Alcuni cercano di far passare il momento, altri iniziano ad analizzare, a farsi domande e a trovare possibili soluzioni (per esempio chi scrive…mumble…mumble..)

ASCOLTARE l’ASANA.

La pratica yoga (ed è questa in fondo la sua bellezza) ci offre l’opportunità per allenare la mente a reagire in un certo modo di fronte a determinate situazioni o davanti a certe persone senza giudizio e senza attaccamento.

Ora prova ad immaginare di essere in una posizione che ti impegna davvero a fondo.

Per chi ha la schiena rigida o i tendini corti potrebbe essere la Posizione della Piramide (Parsvottonasana), se invece abbiamo problemi di equilibrio potrebbe essere la Posizione della Mezza Luna (Arhda Chandrasana) a rendere la nostra posizione scomoda. Qualunque sia la posizione, l’asana sta comunicando con te con il tuo corpo, la tua mente e il tuo respiro.

Ascoltare l’asana è di fondamentale importanza.

Cosa ti sta comunicando ora l’asana? Come reagisci di fronte a certe posture? Cosa stai vivendo nel momento presente?

Stai cercando di bilanciare Sthiram (stabilità) e Sukham (comodità)?

USA IL RESPIRO COME GUIDA.

Consenti alla posizione di metterti alla prova, ma non permetterle di modificare il tuo respiro. Il respiro è la tua unica guida per capire quando è necessario fermarsi e quando invece occorre fare un passo indietro. Si possono ad esempio modificare le posizioni con gli opportuni aggiustamenti (ad esempio usare i blocchi, oppure piegando le ginocchia nella Posizione della Piramide).

Occorre chiudere gli occhi e lasciare che il respiro si ristabilisca prima di tornare nella posizione.

Questo schema possiamo portarlo anche nella vita di tutti i giorni: fermarsi, fare un passo indietro, azzerare tutto (o quasi) e ripartire.

AVERE FIDUCIA NELLA PRATICA.

E’ importante avere un obiettivo, ma è altrettanto importante (se non di più) la pratica (Abhyasa) stessa.

Gli Yoga Sutra di Patanjali parlano di tre elementi importanti che devono sorreggere la pratica per il raggiungimento del Samadhi (Illuminazione) che sono:

1) Shradda (fede)

2) Virya (energia)

3) Smrti (alta conoscenza)

E’ importante avere fede nella nostra pratica quotidiana, nei nostri insegnanti e in noi stessi. L’energia e la volontà di praticare ci consentiranno di rialzarci quando cadiamo e di praticare con attitudine positiva. Smrti ci aiuta ad imparare dalle esperienze passate e ad applicarle al momento presente per fare i passi giusti per andare avanti.

Ogni momento fuori e dentro il tappetino è un’opportunità per mettere in pratica Shradda, Virya e Smrti.

APPLICARE LA FILOSOFIA DELLO YOGA AL DI FUORI DEL TAPPETINO.

Alla fine dei conti lo yoga non è solo una pratica fisica e l’asana è solo uno degli otto elementi sui quali si fonda lo yoga.

Il resto della filosofia dello yoga (vedi Yoga Sutra di Patanjali) parla di prendere il controllo della mente e di dirigerla verso un obiettivo ed uno scopo più elevati.

Riflettere sui nostri atteggiamenti verso situazioni, persone, ambienti esterni e persino su noi stessi, possiamo coltivare una mente più sana e più tranquilla (conosciuta come Citta prasadanam) che ci consenta di percepire le cose con chiarezza e di reagire di conseguenza.

La prossima volta che affronti un’asana impegnativa, oppure sei di fronte ad una sfida della vita particolarmente dura, riconnettiti al tuo respiro.

La tua mente ti seguirà ovunque tu vada.