Si racconta che il Buddha stesse tenendo lezione davanti a una platea di ascoltatori attenti e bramosi di bere il nettare delle sue parole di Risvegliato. Un giorno un uomo si fece largo tra la folla e arrivatogli vicino gli sputò.

Ananda, cugino discepolo del Maestro fece per raggiungerlo e scacciarlo, ma il Buddha lo trattenne e disse : “comprendo il suo gesto”.

Il villano se ne andò.

L’indomani il Risvegliato Vivente teneva nuovamente lezione, muovendo incessantemente la ruota del Dharma.

Il provocatore si avvicinò nuovamente alla pedana mostrando chiare le sue intenzioni.

Ananda si gettò davanti al Maestro per proteggerlo facendogli da scudo con il corpo.

Buddha lo scostò.

L’uomo si gettò a terra e con il volto rigato di lacrime e di rugiada e si inchinò.

Come siamo simili – disse il Buddha – nemmeno io a volte trovo le parole per esprimere tutto ciò che contiene il mio cuore”.

Da quel giorno l’uomo tornò regolarmente ad ascoltare le lezioni del Buddha ed entrò nella Via.

“Chi vuol fare del male ad un saggio 

è come l’uomo che sputa verso il Cielo.

La sua saliva non insudicia l’azzurro 

ma gli ricade sulla testa.”

Buddha