satya-pratishthayam krya – phala ashrayatvam

Allorchè lo yogin è fermamente stabile nella verità egli consegue i frutti dell’azione senza agire

Patanjali, Yoga Sutra, libro II verso 36.

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Negli Yoga Sutra, Patanjali parla della verità (satya) ai propri studenti come una delle più importanti pratiche, affermando che non osservarla non consentirà loro di muoversi verso la totalità.

Satya è uno dei cinque yamas (o restrizioni) che il praticante deve introdurre nella propria vita (le altre sono ahimsa-non violenza, asteya-non rubare, bramacharya-continenza sessuale, aparigraha-non possesso).

Noi spesso mentiamo direttamente o indirettamente evitando il confronto con gli altri e soprattutto con noi stessi, rendendo la nostra parola tutt’altro che positiva per l’ottenimento di buoni risultati.

E’ di fondamentale importanza capire che il concetto di verità delineato dagli Yoga Sutra non sono riconducibili solamente alla menzogna, ma anche al non mentire a sè stessi.

Per essere veri secondo Patanjali occorre:

1. ASCOLTARE IL PROPRIO SE’.

Tutti noi abbiamo voce una interiore che ci rivela in realtà quello che siamo nel profondo, un profondo che si differenzia dai modelli imposti dalla società, dall’ambiente in cui viviamo, dalle pressioni sociali, dai condizionamenti esterni, dagli schemi a cui ci dobbiamo piegare per non essere “diversi, e quindi esclusi e quindi soli.

Dobbiamo stare nel recinto con gli altri.

L’anima più profonda però è sorda a tutto ciò e reclama la verità, la propria verità.

Insopprimibile quanto profonda.

Noi invece senza troppi complimenti la mettiamo a tacere, come se gettassimo secchiate d’acqua sul fuoco, c’è un ordine da eseguire che arriva da fuori.

Questo comportamento però non è a costo zero per la nostra anima.

I disagi emotivi che affliggono milioni di persone sono tanti e di varia natura e sono lì a ricordarci che la via sarebbe un’altra.

Una società resa infelice alla quale vengono venduti molti prodotti che promettono la felicità e il riscatto dalle miserie dell’afflizione quotidiana (dagli oggetti, alle crociere, all’idea del giovani-per-sempre).

Compri il prodotto (magari anche a rate) ma il giorno dopo capisci che non funzionerà mai.

2. GETTARE LA MASCHERA.

Solo togliendoci la maschera e accettando quello che si è in realtà porta alla verità.

Di maschere se ne vedono tante sui social soprattutto dove nel nome di un selfie scacciapensieri, un sorriso non lo si nega a sè stessi (per esibirlo agli altri).

3. CENTRARSI NEL QUI E ORA.

Si è vivi solo se si vive il presente. La mente invece oscilla incessantemente muovendosi tra passato e futuro non essendo capace di vivere il momento.

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L’essere sinceri comporta dei costi sociali non indifferenti.

Spesso la sincerità ci toglie un peso dalle spalle, ma contemporaneamente ferisce gli altri.

Nel breve la sincerità è non è una scelta facile, ma nel lungo periodo è infinitamente più preziosa.

La menzogna (anche quella piccola bugia quotidiana che non fa male a nessuno) è invece un seme cattivo che germoglia rapidamente e crea una frattura dentro di noi e con gli altri.

La sincerità da sola non basta però.

Negli Yoga Sutra si parla chiaramente di ahimsa, cioè di non violenza.

La non violenza viene prima della verità secondo Patanjali.

Prima non dopo.

Ad esempio se un amico è felice per il suo nuovo abito e mi chiede come lo trovo (orrendo ad essere sinceri), se osservo satya non dovrò dirgli che è veramente un pugno nell’occhio, perchè ci sarebbe un atteggiamento offensivo da parte mia (ahimsa), ma dovrei dirgli che gli sta bene, oppure che non è lo stile che mi piace.

Mentre il dolore (dell’amico che era così felice dell’acquisto) può essere causato dalle mie parole, la mia intenzione deve essere quella di non ferire.

PICCOLA PRATICA.

  1. Scrivi su un foglio tre cose per le quali hai mentito ultimamente. Dimenticati del tuo ego e chiedi perdono per quelle cose per cui hai mentito.
  2. Domanda al tuo partner (o ad un amico/a) di condividere una verità che non ti aveva mai detto. E tu fai lo stesso con lui/lei.
  3. Mentire è una forma di mancanza di rispetto verso di sè e verso gli altri. la prossima volta che stai per mentire chiediti se stai mancando di rispetto a qualcuno in quel preciso momento.