La ragione principale per cui nella pratica yoga viene effettuata la respirazione Ujjai pranayama è quella di calmare la mente. Lo scopo non è quello di ottenere  un beneficio sul piano prettamente fisico.

Ma perchè la mente deve essere calmata?

Negli Yoga Sutra Patanjali nel sutra 1.2 afferma che lo “Yoga è calmare le fluttuazioni della mente”. Nel sutra 1.3 aggiunge :”Solo quando la mente è ferma il testimone incontra la sua vera natura”. La mente può essere paragonata ad un lago. Quando compaiono i pensieri (vrtti) la mente è disturbata e appaiono le increspature dell’acqua.

In queste condizioni lo specchiarsi nell’acqua offrirà un’immagine distorta del nostro aspetto. Questa distorsione è ciò che noi costantemente vediamo ed è questa la ragione perchè non conosciamo quale sia il nostro vero sè. Questa non-conoscenza porta alla sofferenza (duhkha) e all’ignoranza (avidya).

Quando le onde della mente si sono esaurite possiamo vedere chi realmente siamo.

Nella letteratura yogica spesso con la frase “fermare le fluttuazioni della mente” si fa riferimento al fatto di “arrestare la mente” o “arrestare il controllo della mente”. Il termine “controllo della mente” è ingannevole.

Saggi come Ramana Maharshi (1879-1950), criticarono fortemente questa interpretazione, dicendo che se vuoi controllare la mente “allora hai bisogno di una seconda mente che controlli la prima e di una terza per controllare la seconda”. Le menti separate possono andare in conflitto e portare alla schizofrenia o nei casi meno estremi creano comunque una persona infelice.

I vecchi yogi trovarono una soluzione a questo problema quando compresero che il vortice dei pensieri (vrtti) e l’energia vitale (prana) sono sincronizzati. Secondo gli Hatha Yoga Pradipikala mente ed il respiro sono uniti insieme come il latte con l’acqua ed entrambi sono uguali nelle loro attività”.

La mente inizia la propria attività dove c’è il respiro ed il prana inizia la propria attività dove c’è la mente. Sappiamo quindi che mente e respiro si muovono insieme. Influenzare la mente direttamente è difficoltoso, ma con il controllo del respiro il risultato può essere raggiunto.

E’ importante respirare attraverso il naso e non con la bocca.

Ogni movimento nasce da un respiro. Invece di muoverti e poi respirare, dovresti prima respirare e poi iniziare il movimento.

La tecnica di Ujjai pranayama determina l’allungamento del respiro ed in questo modo è in grado di aumentare la forza vitale.

La pratica richiede una leggera contrazione della glottide (l’apertura superiore della laringe) chiudendo parzialmente l’epiglottide (che è una sorta di coperchio che si chiude quando beviamo l’acqua e si apre quando respiriamo). Questa parziale chiusura che si fa in Ujjai pranayama genera un sibilo che apparentemente viene dal torace e non dalla gola.

Ascoltare il suono del proprio respiro ha molte implicazioni.

La prima è quella del Pratyahara (ritiro dei sensi dal mondo esterno) è il quinto braccio dello yoga. Ascoltare il nostro respiro porta l’attenzione all’interno e ci porta lontano dai rumori esterni. Inoltre ascoltare il suono del nostro respiro può insegnarci quasi tutto ciò che abbiamo di sapere riguardo l’attitudine con la quale stiamo eseguendo la postura dell’asana.

Nello yoga si utilizzano sia la respirazione addominale che quella toracica.

La nostra cultura tende a focalizzare l’attenzione solo sulla respirazione addominale che determina la rigidità della gabbia toracica, a causa della mancanza di esercizio dei muscoli intercostali, che bloccano il flusso del sangue e della forza vitale nel torace e può dare il via a patologie coronariche e cardiopolmonari.

PRATICA UJJAI PRANAYAMA

1) Siediti in una posizione confortevole.

2) Inizia a produrre il suono della respirazione Ujjai in maniera fluida e costante senza alcuna interruzione tra i respiri.

3) Dai al suono la stessa qualità sia nella fase di inspirazione che di espirazione.

4) Allunga ed approfondisci ogni respiro.

5) Respira nella gabbia toracica.

6) Respira simultaneamente ai lati, di fronte, dietro e sopra i lobi dei polmoni.

La gabbia toracica necessita di avere un movimento leggermente pulsante (che significa che nella fase di inalazione i muscoli intercostali si rilassano) consentendole di  espandersi liberamente quando respiriamo.

Due sono le ragioni per cercare di aumentare il volume del respiro:

1) aumentare l’ossigenazione.

2) eliminare nella fase di espirazione (per noi occidentali la più difficile) il maggior numero di tossine.