Gli essere umani godono di un’opzione che gli altri esseri viventi non hanno: possono decidere di mangiare carne oppure verdura. Tutti i cibi sia quelli vegetariani che non vegetariani sono o erano vivi.

Il dott.Shankaranarayana Jois nel libro The Sacred Tradition of Yoga – Philosophy, Ethics and Practices for a Modern Spiritual Life, Shambala Publications – sostiene l’applicazione dell’etica vegetariana nell’approccio con il cibo partendo dal presupposto che sperimentare la felicità richieda un certo livello di consapevolezza.

Considerando la capacità di sperimentare la felicità come parametro di misura, scrive Jois, si può affermare come gli animali dispongano di una capacità di sperimentazione  della felicità ben più grande di quella sviluppata dalle piante.

Distruggere l’altrui capacità di sperimentare la felicità è un atto che produce conseguenze karmiche importanti.

Per questa semplice ragione mangiare vegetariano è meno violento che mangiare non vegetariano. Molte sono le ragioni per eliminare dalle nostre tavole il cibo nonvegetariano.

Oggi i metodi utilizzati nell’allevamento degli animali sono praticamente disumani. Gli animali dal momento della loro nascita a quello della loro morte vivono in gabbie-prigione piccolissime, venendo nutriti contro le leggi della natura a volte anche in maniera violenta.

Il dott.Jois sottolinea come in India una volta il latte non veniva venduto, ma era considerato un atto onorevole quello di offrirlo a chi ne avesse bisogno.

Oggi l’industria casearia punta solo ed esclusivamente (non solo in India) al profitto e le vacche vengono ingravidate al solo scopo di prelevarne il latte. Non appena il vitello è nato viene separato dalla madre che piange disperata.

Il latte quindi che viene prelevato contiene tutto il dolore della madre. L’influenza di questo cibo sulle nostre menti e sul nostro corpo è  enorme, determinando a livello fisico molte malattie e a livello psicologico molti disagi.

Questo cibo non può aiutare gli esseri umani nella ricerca della propria Liberazione, rappresentando  al contrario un vero e proprio ostacolo.

Oggi molti seguono i principi del veganismo, eliminando i prodotti lattiero-caseari o altri cibi che sfruttano gli animali, dimostrando che si può vivere benissimo ed in salute seguendo queste regole alimentari ispirate alla non-violenza (ahimsa).

Lo yoga sostiene che anche mangiare la verdura sia un atto di privazione della vita.

“E’ una violenza, ma noi non possiamo vivere senza mangiare e non possiamo raggiungere l’auto-Realizzazione senza vivere” – scrive il dott.Jois.

E’ per questo che la filosofia yogica sostiene che l’auto-Realizzazione debba essere l’obiettivo principale anche a tavola.

Se riusciamo a mantenere questo tipo di approccio con il cibo anche l’anima delle forme di vita che consumiamo, ne beneficeranno perchè saranno legate a noi una volta raggiunto l’obiettivo finale.