Quella di cucinare è una delle sessantaquattro tradizionali scienze Yogiche indiane o sentieri per la realizzazione.

Colui (o colei) che prepara i cibi dovrebbe seguire una determinata disciplina durante la preparazione.

Lo stato d’animo con il quale cuciniamo influenza direttamente il cibo.

Se il cibo è preparato da qualcuno che è agitato, impaziente, avido, questi stati d’animo in qualche misura saranno trasmessi a chi mangerà quel cibo. Quest’idea potrebbe risultare totalmente estranea alla nostra cultura.

Molti hanno l’abitudine di mangiare qualsiasi cibo che venga offerto loro a prescindere da chi l’abbia preparato, senza tenere conto minimamente dello stato d’animo della persona che lo ha cucinato (Shankaranarayana Jois, The Sacred Tradition of Yoga, Philosophy, Ethics and Practices for a Modern Spiritual Life, Shambala Publications).

In India lo stato d’animo con il quale viene preparato il cibo è considerato di estrema importanza. I membri di alcune comunità yogiche sono abituati a mangiare solo ciò che viene preparato da membri dello stesso gruppo. E’ importante che la persona che prepara da mangiare rimanga il più possibile in uno stato di calma e di quiete.

Lo sguardo sul cibo lo influenzerà direttamente o indirettamente esattamente come se lo si toccasse con le mani.

Se la qualità del cibo crudo, dello stato d’animo di chi lo cucina, i metodi di preparazione e di approccio al cibo saranno in armonia con i principi yogici ne conseguirà che il cibo regalerà equilibrio al corpo che se ne approvvigionerà. Un’attitudine generosa da parte di chi cucina il cibo è particolarmente importante. Non è sufficiente pensare di servire il prossimo.

Il fatto di cucinare non dovrebbe essere avvertito come un peso, ma come un privilegio che arreca piacere. E’ un’onore per chi cucina preparare e servire il cibo per le persone. Sarebbe anche buona cosa non pensare mentre si cucina a che il cibo verrà mangiato. Infatti se il cuoco pensa al cibo avidamente e con languore il cibo ingerito non arrecherà i benefici che è in grado di offrire.

In generale il cibo non dovrebbe essere assaggiato mente viene cucinato (più facile a dirsi che a farsi….)  a che se questo principio può essere derogato una volta acquisita dimestichezza nell’osservanza delle regole della preparazione yogica.

Anche l’intonare i canti devozionali (come i bhajans) consente al cuoco di mantenere la mente serena durante la preparazione oltre che ad avere un impatto positivo sul cibo.