Prima di parlare domandati se ciò corrisponde a verità, se non provoca male a qualcuno, se è utile e infine se vale la pena turbare il silenzio per ciò che vuoi dire”.

Buddha

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La proposta del Presidente del Consiglio Gentiloni di introdurre lo Yoga a scuola  espressa in occasione del viaggio diplomatico in India con la frase “l’Italia esplorerà le possibilità di introdurre la pratica Yoga nel programma di educazione fisica delle scuole italiane e di ottenere la certificazione per l’insegnamento dello yoga da parte di istituzioni qualificate di Yoga in India”, ha acceso un dibattito tra favorevoli e contrari all’introduzione dello Yoga nelle scuole.

Tra questi ultimi anche qualche insegnante diplomato che considera i bambini delle elementari non ancora pronti dal punto di vista anatomico per sostenere le asanas (posizioni).

Una tesi folle che e’ stata espressa sui social senza alcuna motivazione scientifica ed ha finito cosi’ per turbare il silenzio, condizione interiore preziosa.

Se si commentano da sole le parole contrarie allo Yoga in classe di Olga Cicognani  Presidente del Centro Studi per l’Educazione fisica dell’Emilia Romagna“ …a livello di insegnamento primario e delle medie si deve puntare a muovere il corpo a livello motorio e lo Yoga in quanto attività passiva (sic) lavora solo sulla mente…”, sono invece davvero sorprendenti quelle contrarie provenienti dallo stesso mondo dell’insegnamento dello Yoga.

Perchè sono sorprendenti?

Perchè vanno contro alla storia ed alle tradizioni millenarie più pure dello Yoga (Atharvaveda) oltre che agli insegnamenti di maestri della statura e dell’onestà di B.K.S. Iyengar.

L’India ha insegnato da migliaia di anni lo Yoga ai bambini curandosi della loro costituzione anatomica, ma senza considerare la stessa come un ostacolo alla pratica.

In India esiste l’Upanayama, l’iniziazione allo yoga dei bambini all’eta di otto anni, come previsto nell’Atharvaveda (2000-1700 a.C.)

Durante l’Upanayama il bambino di otto anni viene introdotto al Saluto al Sole, al Nadi Shodana Pranayama ed al Gayatri Mantra.

B.K.S. Iyengar sosteneva che all’età di Arambhika (sette-nove anni) si dovesse iniziare ad  insegnare ai bambini il funzionamento degli organi (karmendriya) e dei sensi cognitivi (jñãnendriya), oltre a dimostrare loro come usare il corpo per scopi giusti o sbagliati.

Tutto l’opposto dell’approccio “ludico” che dilaga nella moderna didattica dello Yoga per Bambini (visti come simpatici folletti da far saltare in qua e in là tra la colorazione di un mandala e l’altro).

Lo Yoga può essere insegnato eccome ai bambini ed ai ragazzi anche nella fascia cosiddetta “primaria” per usare un termine scolastico. E’ un dono fatto all’umanità ed il suo insegnamento dovrebbe iniziare in giovane età (otto anni) per goderne i vantaggi fisici, psicologici e spirituali durante il corso della vita.

I bambini di oggi soffrono di stress esattamente come (e forse di più) gli adulti.

Abbiamo creato un mondo stupidamente competitivo che impegna i bambini dalle scuole elementari fino all’università, condannandoli come piccoli schiavi, anche a svolgere attività extra – scolastiche per appagare le ansie di riscatto di una generazione di genitori frustrati e carichi di aspettative maniaco-depressive di successo.

I bambini hanno bisogno oggi di fare Yoga esattamente come gli adulti in quanto la pratica (tutt’altro che statica) apporta benefici al sistema nervoso, alla respirazione ed al sistema digestivo. Inoltre lo Yoga influenza positivamente le emozioni del bambino ed il suo comportamento, migliorandone l’apprendimento e stimolandone la creatività.

Certamente non tutti i bambini possono rispondere nello stesso modo all’insegnamento dello Yoga, alcuni saranno più ricettivi di altri. Ma che importa…

Lo Yoga può aiutare a trasformare la qualità della consapevolezza che è difficile raggiungere quando un bambino è incapace di concentrarsi, perso nei propri pensieri o incapace di ritenere le informazioni che riceve.

Con il compimento degli otto anni, secondo gli scienziati, il bambino esce dall’infanzia entrando in una fase di grande importanza per il proprio sviluppo psicologico e fisiologico.

Ecco perchè:

  1. il numero degli alveoli polmonari si stabilizza all’eta di otto anni. Dopo gli otto anni crescono di dimensioni, ma non di numero. Questo è il momento ideale per insegnare loro il Pranayama da inserire nella propria routine quotidiana, aiutandolo a livello cardiovascolare e respiratorio a mantenere elevati i livelli di resistenza e sforzo;
  2. il sistema immunitario si stabilizza all’età di otto anni. Il Saluto al Sole e Nadi Shodana Pranayama lo aiutano a garantirsi un continuo sviluppo delle risposte immunitarie durante tutto il corso della vita.