Quello che è attualmente l’Hatha Yoga non è cambiato in migliaia di anni.

Tuttavia è cambiata la percezione nei suoi confronti. La parola è un’arma potente e nelle differenti culture la stessa parola può avere un significato diverso.

Nel corso della storia la parola Hatha ha assunto diversi significati.

In Occidente, secondo il pensiero comune, l’Hatha Yoga è una forma di yoga basata sul bilanciamento tra corpo e mente: ha rappresenta il sole e tha la luna e lo yoga unisce queste due energie.

Una lezione tipo di Hatha Yoga è basata sull’alternanza di posture fisiche e di esercizi di respiro, praticata più lentamente e con posizioni maggiormente statiche rispetto a stili come il Vinyasa Flow Yoga o l’Ashtanga Yoga.

Hatha significa letteralmente “forza” ed è tradizionalmente definito come “lo yoga della forza” o il “mezzo per ottenere uno stato di yoga attraverso la forza”.

Così l’Hatha Yoga può essere considerato qualsiasi cosa che si possa fare con il corpo come:

1) asana – posture yoga (praticate in qualsiasi stile di ‘yoga’)

2) pranayama – tecniche di respirazione;

3) mantra – canti devozionali;

4) mudra – gesti fatti con le mani;

5) shatkriyas e shatkarmas – tecniche di pulizia

LE ORIGINI DELL’HATHA YOGA

Jim Mallinson autore di Roots of Yoga (con Mark Singleton, Penguin Books, 2017) in una recente lezione pubblica a Londra ha affermato come lo yoga “è stato trasformato in qualcosa che può adattarsi ad uno stile di vita moderno, ma è venuto da un mondo che era completamente all’opposto e veniva visto in maniera completamente diversa rispetto a come lo vediamo noi oggi”.

Gli antichi yogi avevano lasciato la vita mondana (nella quale erano presenti il lavoro, la moglie e i figli) per abbracciare una vita ascetica fatta di pratica e rinunce.

La tradizione ascetica emersa ai confini tra India e Nepal e gli aspetti che sono diventati parte della tradizione indù come karma e reincarnazione sono diventati fondamentali per il loro pensiero.

Basandosi su rinunce estreme e totale autodisciplina, gli antichi yogi perfezionavano il corpo e i sensi immergendo il corpo in acqua fredda e tenendo le braccia alzate per decenni, non sedendosi (nemmeno per dormire), rimanendo in piedi su una sola gamba oppure appendendosi a testa in giù.

Queste pratiche potremmo pensare appartengano ad una tradizione oscura oramai superata e abbandonata, ma sono invece assolutamente vive e vitali non mostrando alcun segno di possibile declino.

DA ORIENTE AD INSTAGRAM

In origine le pratiche di Hatha Yoga erano focalizzate interamente sul respiro e sui mezzi per controllarlo. Questo modo di praticare è oramai rappresentato solo da uno dei rami dell’Hatha Yoga – il Pranayama.

Il controllo estremo del respiro era considerato essenzialmente come la capacità di controllare il prana (la forza vitale) di ciascun individuo.

Le asana estreme che si sono venute a sviluppare nel corso degli ultimi anni sono state via via accettate e metabolizzate dalla società.

Queste asanas eseguite ai limiti della performance fisica sono diventate una vera e propria moda.

Basti pensare ad un social come Instagram (in costante crescita di followers e di fatturato) in cui sono presenti molti profili di praticanti che eseguono le asanas in maniera acrobatica, guadagnando “mi piace” e sponsorizzazioni.

Lo Yoga iniziò a diffondersi sia per l’arrivo in India di turisti, sia per gli asceti che viaggiavano in altri paesi (come gli Hatha Yogi che seguirono in Grecia Alessandro il Grande).

In Occidente, soprattutto verso il 1800, il contorsionismo, la ginnastica e lo yoga condividevano posizioni fisiche simili, ma con diverse intenzioni e tesori da preservare.

Influenze di body building e di ginnastica europea cominciarono a fondersi con le pratiche ascetiche originali e presto l’Hatha Yoga venne proposto in sequenze in grado di attirare un numero sempre più vasto di persone ed entro definitivamente in Occidente quando nel 1893 Vivekananda visitò gli Stati Uniti.

E’ importante considerare che le trasformazioni dell’Hatha Yoga non hanno riguardato solo l’Occidente, ma anche l’Oriente.

In Persia e in Medio Oriente si praticavano forme di Hatha Yoga e anche il Sufismo si focalizzò maggiormente su posture più difficoltose che avrebbero condotto il praticante a forme più elevate di meditazione.

IN CONCLUSIONE

Mentre le origini e tanti aspetti dell’Hatha Yoga rimangono ancora avvolti nel mistero, una cosa è certa: le pratiche di Hatha, tra cui le asana, pranayama, mudra e mantra possono cambiare non solo come ci sentiamo fisicamente, ma anche emotivamente e mentalmente, aumentando i sentimenti di felicità e di benessere ed aiutare a liberarci da tristezza e dolore.

Anche se non tutti possono o vogliono diventare asceti e rinunciare alle responsabilità mondane, possiamo utilizzare la nostra pratica yoga per diventare più connessi, vitali e impegnati nel mondo in cui viviamo.