Viviamo nella società del rumore non solo esterno, ma anche interiore.

I mezzi di comunicazione sociale sono diventati lo strumento più potente di formazione e di socializzazione delle persone, e l’invasione dell’informazione e la rapidità con cui si succedono le notizie, impediscono qualsiasi forma di riflessione duratura.

In sanscrito il termine mouna ha due significati. Il primo secondo Swami Niranjanananda Saraswati si può tradurre con la parola silenzio.

Imparare ad essere silenziosi costituisce una pratica di Pratyahara. Sabdha (o silenzio) è l’espressione sanscrita di prana shakti. Molta energia viene spesa attraverso la parola. Se analizziamo ciò che diciamo durante la giornata, arriveremo alla conclusione che pochissime parole sono state veramente utili.

Più si parla, maggiore è la quantità di energia pranica che si disperde. Meno si parla, maggiore è l’energia pranica che si conserva.

Mouna è molto importante a tavola. Non parlare durante il pasto aiuta la digestione.

Mouna è praticato regolarmente negli ashram, pur essendo molto difficile da eseguire i benefici descritti da chi ci è riuscito sono evidenti.

Il secondo significato è misura. Se parli con parole misurate queste avranno potere.

Mouna rappresenta anche uno stato mentale di consapevolezza. Prima di parlare, rimuovi il superfluo e pronuncia solo le parole necessarie.

Nei ritiri di yoga mouna  viene spesso introdotto come pratica del silenzio per uno o più giorni.

Per molti l’idea di non parlare anche se per poche ore è scoraggiante.

La mente corre con domande come: “ma come farò a comunicare?”, “cosa farò senza poter parlare con qualcuno”?

In realtà quello che pensiamo di noi stessi, degli altri e del mondo è il frutto delle nostre conversazioni.

Il fatto di parlare con gli altri, raccogliere le esperienze, formulare opinioni, essere o non essere d’accordo con l’opinione altrui, crea un forte senso di identità e su ciò che pensiamo di essere. La nostra mente crea di continuo quei pensieri per continuare quel momento.

LA MAGIA DI MOUNA

La pratica dello yoga ci consente di entrare in questo spazio di silenzio attraverso le asanas (posture), mantenendo il corpo in forma, senza ostacolare la mente nella concentrazione e attraverso il Pranayama (esercizi di respiro) bilanciano il flusso di energia attraverso il corpo portandoci alla fase di Pratyahara (ritiro dei sensi).

Mouna ci offre la possibilità di guardare semplicemente la mente senza farci coinvolgere dalle sue continue fluttuazioni. Quando osserviamo i nostri pensieri e come attivano le nostre emozioni, senza farci coinvolgere, si attiva qualcosa di molto prezioso, in quanto si stabilizza la mente egoica.

Dopo che i pensieri si sono stabilizzati, nasce una profonda consapevolezza capace di rivelare la vera natura delle cose.

E’ attraverso mouna che possiamo ascoltare ciò che viene “da dentro” e che possiamo riconoscere attraverso la pratica del silenzio.