Quali sono le ragioni che ci hanno portato a srotolare il tappetino yoga per praticare la prima volta? Forse una settimana fa, un anno fa o nella vita scorsa?

Le ragioni che ci fanno arrivare su un tappetino yoga possono essere le più varie, molto spesso personali e di carattere pratico.

Possiamo iniziare a praticare per cercare di ottenere maggiore flessibilità a livello corporeo, per attenuare i dolori cronici o quelli causati da lesioni.

Oppure possiamo cercare una pratica che riduca le tensioni mentali o emotive presenti in un periodo della nostra vita particolarmente delicato a livello sentimentale, di lavoro o di amicizie.

Qualunque sia stata la ragione condividiamo uno scopo comune: arriviamo allo yoga per effettuare una sorta di riallineamento (con noi stessi o con il mondo esterno) o di cambiamento nelle nostre vite.

Mentre procediamo nella pratica sperimentiamo questo riallineamento da diverse prospettive. Possiamo ad esempio notare quando guidiamo o siamo seduti in ufficio che quel dolore nella parte bassa della schiena è sparito o che è migliorata la nostra capacità di rimanere concentrati nelle situazioni difficili sul lavoro o nei rapporti col prossimo. Semplicemente iniziamo a sentirci meglio con noi stessi.

E’ il segnale che che il riallineamento sta gradatamente diventando presente nella nostra vita.

Qualunque sia il tipo di yoga che pratichiamo, il nostro strumento primario è il rapporto col respiro e la nostra guida sono i sentimenti che sorgono nel nostro sistema corpo-mente. Il nostro scopo comune si presenta con una sfida (anch’essa comune): quella di abbracciare e di allineare due cose che in apparenza sembrano contraddittorie:

  1. tutto è perfetto com’è;
  2. dedicarsi alla pratica per cogliere i frutti del cambiamento.

Questa sfida ci apre alla promessa dello yoga: quella di vivere in maniera più  evoluta autentica la nostra vita.

Un modo di vivere che è fondato sul naturale riallineamento con il nostro modo di essere e con il mondo che ci circonda.