Lo Yoga e il Respiro sono come le piante sempreverdi che mantengono le proprie foglie intatte anche durante la stagione avversa.

La tradizione dello Yoga che prevede esercizi fisici (chiamati asanas) ed esercizi di respiro (chiamati Pranayama) hanno superato le insidie del tempo, come tutte le cose che hanno radici vere e profonde.

Lo stress nella vita di oggi è fisiologico, quasi di default nella vita delle persone a prescindere dalla condizione sociale, culturale e lavorativa.

Nella vita frenetica, competitiva e iper-tecnologica che viviamo oggi, lo Yoga ed il respiro ci salvano la vita contro quello che un tempo veniva definito “il logorio della vita moderna”(in una vecchia e indimenticata publicità degli anni Sessanta).

PERCHE’ BASKET E YOGA

Nel mese di marzo di quest’anno dopo parecchi anni sono ritornato a vedere il basket dal vivo al palazzetto, fatto di canestri veri e di parquet, suole in gomma che scricchiolano e sudore che viene asciugato dai bambini, sempre più presenti vicino ai parquet (e questa è davvero una buona notizia).

Cremona (Vanoli), Piacenza (Assigeco) e poi ancora Piacenza (Bakery) mi hanno dato dal vivo tante emozioni e soddisfazioni vedendo all’opera le loro squadre.

La mia città, Piacenza, dopo la splendida promozione in giugno del Bakery, ora può contare su  due squadre professionistiche in A2.

Tra tre settimane si riparte con le partite amichevoli per rodare i giocatori in vista della nuova stagione che parte il 7 ottobre.

IL MAESTRO INTERATTIVO

Sono finite nel frattempo le lezioni di Yoga (non da troppo tempo per fortuna) e così ho più tempo per seguire sui social e su internet le vicende del mio sport preferito.

Mi hanno colpito le parole di Larry Brown, nuovo allenatore dell’Auxilium Torino, vera e propria leggenda vivente della pallacanestro mondiale che riferendosi (in un’intervista rilasciata a pianetabasket.com) al nuovo acquisto Royce White sottolineandone non solo la caratura tecnica, ma anche il recente passato fatto di lotte serrate contro depressione e panico. “Non vedo l’ora di allenarlo – ha sottolineato – coach Brown, perchè è davvero un talento poliedrico, ed è giusto che la NBA (la lega professionistica americana di basket, sogno proibito per molti giocatori di basket) non lasci soli i giocatori a combattere contro lo stress, ma faccia sentire loro il proprio conforto.

Quest’anno c’è stato un vero e proprio “coming out” di alcuni atleti dell’NBA riguardo depressione, stress, panico resi dagli stessi atleti di pubblico dominio sulle proprie pagine social. I tempi sono cambiati davvero, visto che il giocatore incarna il ruolo del guerriero senza paura. 

Stelle multimilionarie, apprezzate da tifosi di tutto il mondo come Kevin Love, DeRozan e Oubre Jr hanno  rivelato le proprie fragilità, e il desiderio di eliminarne le cause scatenanti attraverso la terapia, ma anche attraverso lo Yoga (Kevin Love).

I soldi non c’entrano. Non c’entra nemmeno lo status riconosciuto di modelli di riferimento per grandi e piccoli.

Non c’entrano le donne che girano intorno ad un professionista NBA.

Non c’entra tutto quello che si può vedere fuori, ma quello che si muove dentro la testa di un essere umano.

Oggi non c’è persona che non soffra di stress. Il mondo è diventato iper-tecnologico, competitivo all’inverosimile, fluido nelle competenze, nel senso che quello che si è imparato fino ad oggi, domani potrebbe davvero non servire più nè per mantenere il lavoro, nè per trovarne uno.

E i giocatori di basket sono uomini come tutti gli altri.

Esseri sensibili esposti come gli altri alle insidie ed alle zone oscure della vita.

Kevin Love (a destra) esegue la Posizione del Guerriero 1 (variante) sotto lo sguardo attento di Ken Katich, istruttore Yoga che segue molti atleti NBA.

Lo Yoga è in grado di aiutare l’atleta concretamente, fornendogli attraverso le pratiche fisiche (diverse da quelle che svolge sia in allenamento che in partita) sia attraverso gli esercizi di respiro (pranayama) quel supporto interiore che è in grado di riconnetterlo con il proprio sè interiore più profondo (purusha).

Quel Sè più profondo dove non ci sono nè milioni di dollari, nè donne dalla bellezza mozzafiato, nè auto di lusso, nè vacanze stellari da immortalare su Instagram.

Un giocatore sereno, è prima di tutto un uomo sereno, diventa un giocatore migliore, un padre migliore, un compagno di vita migliore, una risorsa per i propri compagni di squadra e per la sua squadra di appartenenza.

Una società che voglia sposare l’eccellenza e non lasciare soli i propri giocatori di fronte ai rischi connessi allo stress psico-fisico può trovare nello Yoga e nel Respiro, una combinazione che da millenni si rivela preziosa e soprattutto una risorsa utile.