Sono oltre 6 milioni gli italiani che una volta finite le ferie soffrono di stress non appena riprendono il lavoro dopo l’estate.

Non si tratta di una vera e propria malattia,  ma di una condizione di disagio, spossatezza e depressione che arriva dopo il relax delle ferie.

Lo Yoga attraverso gli esercizi di Pranayama (letteralmente “estensione del respiro”) ci offre uno strumento potente per combattere la “sindrome da rientro” al lavoro.

Ma che cos’è il Pranayama?

Secondo Patanjali (autore degli Yoga Sutra uno dei testi fondamentali  da cui trae origine lo Yoga) il Pranayamaè il controllo dell’inspirazione  e dell’espirazione in una posizione ferma e stabile”. Quando osserviamo il flusso del respiro attraverso le sue naturali fasi di inspirazione ed espirazione il respiro diventa più tranquillo e i suoi effetti più sottili. Attraverso l’osservazione il nostro respiro viene purificato. Più ci si addentra nell’esercizio di respiro maggiori sono le tecniche di respiro che vengono introdotte. Durante lo svolgimento della pratica di Pranayama, ci si sente più fermi e più leggeri. E’ possibile anche andare oltre la pratica vera e propria entrando in uno stato di beatitudine. Durante la preparazione del Pranayama, Patanjali ci ricorda che gli otto membra dello Yoga dovranno essere praticati in sequenza. Prima di effettuare il Pranayama il corpo deve essere preparato, altrimenti la tensione interiore potrebbe crescere e danneggiare la pratica. Imparare le asanas che introducono al Pranayama ci consente di praticarlo in assoluta sicurezza. Oggi molti insegnanti moderni seguono una sequenza precisa introduttiva al Pranayama.

ESERCIZIO DI RESPIRO (secondo l’insegnamento di Swami Satyananda Saraswati)

Sedete in una posizione meditativa (anche Shavasana va bene).

INSPIRAZIONE

Inspirate lentamente e profondamente lasciando che l’addome si espanda completamente; respirate così lentamente che si possa sentire un rumore sottilissimo oppure nessun rumore. Sentite che l’aria entra dentro i polmoni. Al termine dell’espansione addominale iniziate ad espandere il torace infuori e verso l’alto. Quando le costole si sono allargate completamente, respirante ancora un pò fino a sentire l’espansione nella parte superiore dei polmoni intorno alla base del collo. Anche le spalle e le clavicole si dovrebbero sollevare leggermente. Si percepirà una certa tensione anche nei muscoli del collo. Non ci devono essere scatti o tensioni superflue. La respirazione dovrebbe seguire il movimento delle onde del mare.

ESPIRAZIONE

Ora espirate. Prima rilassate la parte inferiore del collo e la parte superiore del torace, poi lasciate che il torace si contragga verso il basso e poi all’interno. Permettete al diaframma di spingere verso l’alto e verso il torace.

Senza forzare, cercate di svuotare i polmoni il più possibile cercando di portare la parete addominale, il più vicino alla colonna vertebrale.

Tutto il movimento dovrebbe essere armonioso e fluido.

Al termine dell’espirazione trattenete il respiro per alcuni secondi.

nota: questo è 1 ciclo della respirazione yogica che deve essere rilassata e agevole.

Mai forzare.

All’inizio Swami Satyananda Saraswati consiglia di praticare sino a 5 clici di respiro per un totale di 10 minuti al giorno.

Portate la consapevolezza all’osservazione del corpo fisico nel suo insieme. Siate consapevoli dell’ambiente circostante e gentilmente aprite gli occhi.