Che cos’è il Raja Yoga e quale soluzione offre lo Yoga per calmare una mente caotica e in continua agitazione?


La nostra vera natura

Secondo il Raja Yoga (lo Yoga Reale che è il tipo di Yoga più praticato fuori dall’India) gli ostacoli maggiori che incontriamo per una piena realizzazione del nostro Sè sono: una mente iperattiva, i pensieri eccessivi, e il concetto egotico di un “Io” individuale separato dal resto dell’Universo. Se questi ostacoli appartengono in realtà alle normali funzioni della mente umana, il nostro più profondo Sè tende all’unione con l’Universo. Secondo il Raja Yoga, che basa molta della sua pratica sulla contemplazione e sulla concentrazione, c’è solo una via da percorrere per superare questi ostacoli: la via rappresentata dal calmare la mente e rimanere fermi in quello stato mentale che rimane quando cessa ogni pensiero. Questo indescrivibile aspetto dell’esistenza viene spesso indicato come Purusha (negli Yoga Sutra di Patanjali), Brahman (nei Vedanta), Shoonya (in alcune forme di Buddismo).

La mente oppone resistenza al rallentamento

Il Raja Yoga ci fornisce lo strumento per meditare: rallentare il caos interno in maniera così intensa da creare un unico pensiero continuo. Questo porta direttamente a quello che viene chiamato Samadhi, il totale assorbimento nella natura della realtà, anche se questo richiede molto tempo ed una pratica dedicata.

La mente tuttavia è intelligente e astuta e nella maggior parte dei casi non ha proprio voglia di calmarsi. Farà di tutto per continuare a pensare, focalizzandosi sull’Io, allontanandosi dalla meraviglia del momento presente e dalla vera natura della realtà delle cose.

Le Upanishad iniziano dal corpo fisico

Gli antichi Rishi o saggi hanno notato come la mente lavora proprio in questo modo. I Rishi sapevano benissimo che calmare la mente non è un compito facile e che spesso la meditazione non è sufficiente. Per le persone che hanno un’attività mentale troppo caotica per affrontare subito la meditazione, crearono una pratica basata sul corpo fisico capace di lavorare sulla flessibilità e sulla stabilità, partendo dall’aspetto più grossolano della nostra esistenza: il corpo fisico. Nello Yoga moderno quello che facciamo oggi nei centri, nelle palestre e nei vari corsi rappresenta solo una piccola parte di questa pratica, che ha il fine di calmare la mente e dimorare nella nostra vera natura.

Patanjali e gli 8 stadi dello Yoga

Sebbene le date siano confuse e incerte, pare che Patanjali elaborò i propri Yoga Sutra semplificando le informazioni assunte dalla lettura delle Upanishad. Gli Yoga Sutra danno numerosi suggerimenti per sospendere la formazione della coscienza e per calmare la mente. Una sezione del lavoro di Patanjali viene chiamata Ashtanga, ovvero gli 8 stadi dello Yoga, in cui viene delineato un sistema per calmare la mente attraverso la meditazione, iniziando dai principi della vita, lavorando attraverso i corpi fisici ed energetici e sugli gli aspetti emotivi ed intellettuali della mente, sviluppando la capacità della mente di focalizzarsi su un unico punto, che porta alla vera meditazione e al Samadhi, lo stato di calma ottenuto attraverso la meditazione.